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23 Aprile 2010 |
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Chi pensa che con il 2009 la crisi sarà un ricordo e lascerà posto ad una pur graduale e lenta ripresa, si sbaglia di grosso. Specie per quanto riguarda lo shipping, a livello mondiale così come italiano. Il rinvio nelle consegne delle nuove navi ordinate in Cina e Corea, non è a tempo indeterminato e nel primo semestre del 2010, numerosi gruppi armatoriali (in Italia potrebbero essere cinque o sei) si troveranno costretti a far fronte ad impegni che non sono assolutamente in grado di rispettare. La prospettiva di un default che impatti anche su compagnie primarie della scena marittima nazionale, e attività in settori diversificati (dalle petroliere alle bulk carriers) è altissimo. E non serve fare come gli struzzi, nascondere la testa sotto la sabbia, aspettando che la tempesta passi. Forse sarebbe opportuno il contrario e cercare forme di cooperazione anche fra aziende per evitare il peggio.
Lettera firmata
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