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09 Marzo 2011 |
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L'entrata a gamba tesa del presidente della Regiona Lazio, Renata Polverini, che ha testualmente decretato la chiusura di Ciampino, riapre il risiko aeroporti laziali. Mentre Ryanair continua a dichiarare che Viterbo non si farà mai (e forse ha ragione) e comunque colloca altre cinque linee proprio su Ciampino, riesplode la rabbia di Comitati e del Sindaco di Ciampino che chiedono al ministro Altero Matteoli il rispetto degli impegni assunt, pena un nuovo ricorso alla magistratura.
Considerando che già il ministro deve far fronte a una prima inchiesta giudiziaria, c'è da credere alla Polverini sulla imminente chiusura dello scalo. Chiusura che si interseca con le difficoltà di Adr e sulle voci insistenti circa l'inconsistenza della probrietà traslativa che assicurerebbe ad Adr anche la gestione (senza gara) di un eventuale nuovo aeroporto alternativo a Ciampino.
Su Viterbo incombono poi nubi di tempesta. C'è chi afferma che tecnicamente un aeroporto a Viterbo che avrebbe presto gli stessi problemi di Ciampino e la cui pista per essere allungata richiederebbe interventi troppo onerosi, non avrebbe senso logico. Fra l'altro tutte le compagnie interessate, in primis Ryanair hanno escluso questa location. Si riapre quindi la partita e da più parti l'ipotesi Tarquinia-Viterbo sta assumendo consistenza.
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