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30 Agosto 2010 |
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Il cambio della guardia in Regione complica i piani di sviluppo dell’aeroporto di Venezia. Con l’arrivo di Luca Zaia si è infatti rotto il vecchio asse fra l’ex governatore Galan e il numero uno della save, Enrico Marchi che ora deve mettere mano al portafoglio. Al Meeting di Rimini Zaia ha infatti dettato la nuova linea: Veneto Sviluppo si dedichi meno all’equity e si concentri sul sostegno al credito per le Pmi. «La nostra finanziaria potrebbe vendere alcune partecipazioni azionarie, a cominciare da quella in Save», ha sottolineato il presidente della Regione. L’annuncio non è casuale visto che da metà ottobre si apre, per chiudersi un mese dopo, la finestra entro la quale Veneto Sviluppo può esercitare la seconda tranche dell’opzione «put» sulle azioni di Marco Polo Holding rimaste nelle sue mani. È il 12,8% circa di questa società, che a sua volta detiene il 39% della quotata aeroportuale, esercitandone di fatto il controllo. In ballo c’è circa il 5% della Save. Si tratta del diritto a vendere nei confronti dell’azionista principale, la Finanziaria Internazionale (attraverso Agorà Investimenti e sue controllate) a un prezzo calcolato sulla media del titolo negli ultimi sei mesi a Piazza Affari. Tutto previsto dal patto di sindacato dentro la holding, sottoscritto con Finint da Paolo Sinigaglia e poi rinnovato tre anni fa da Irene Gemmo, i due predecessori di Francesco Borga alla presidenza della finanziaria regionale.
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