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Il quadruplicamento della linea ferroviaria Verona-Fortezza inserito nel Corridoio europeo Berlino-Palermo (asse Monaco- Verona) è finito nel mirino della Corte dei Conti. Il giudice ha infatti concluso l’indagine sulla gestione dei lotti 1, 2, 3 e 4, opera ammessa a contributo comunitario che si inserisce come iniziativa intermodale di importanza europea avendo, tra l’altro, come obiettivo il graduale spostamento del trasporto merci sulla strada ferrata. Per la Corte, i ritardi e le disfunzioni accertate, ove non rimossi in modo tempestivo, potrebbero provocare la revoca del finanziamento comunitario, gravi slittamenti temporali nella definizione degli obiettivi, insostenibile lievitazione dei costi in relazione alle già insufficienti risorse disponibili. Nella relazione si osserva che le prime scadenze inderogabili previste dal contributo comunitario vengono a concretizzarsi nel novembre 2010, data ravvicinata, già al momento difficilmente compatibile con i tempi delle procedure istruttorie del Cipe, con gli ulteriori controlli della Ragioneria Generale dello Stato e con la registrazione della delibera del Comitato stesso. La Corte dei conti ha dunque convocato tutte le Amministrazioni e gli Enti interessati individuando una lista di priorità: avvio della progettazione definitiva dei lotti Fortezza – Verona; finanziamento di un lotto di lavori almeno pari al 10 o al 20%, secondo i parametri previsti dall’ art. 2, comma 232, della legge finanziaria 2010. Sono state comunque formulate critiche alla impostazione programmatica di questa opera prioritaria, che prevede un completamento molto lontano nel tempo (2030), quando lo scenario di riferimento potrebbe essere estremamente diverso da quello che ne ha ispirato la priorità. E’ stata inoltre accertata la sostanziale inattuazione delle norme sul cosiddetto finanziamento incrociato, il quale doveva condurre all’impiego di parte dei proventi dell’autostrada del Brennero nell’infrastruttura ferroviaria. Ad oggi le somme accantonate dalla Società concessionaria, sulla base della legge del 1997, non sono state ancora utilizzate.
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