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Ortis chiede aiuto al governo |
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15 Luglio 2010 |
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«Sono necessarie una revisione della durata e del livello delle incentivazioni, con particolare attenzione al solare fotovoltaico e una correzione dei malfunzionamenti del mercato dei certificati verdi». Il presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis, lancia un appello al Governo perché senza interventi le bollette rischiano di aumentare fino a oltre il 20%, da qui al 2020. Secondo Ortis è necessaria la «massima efficienza» nello sfruttamento delle fonti rinnovabili, mentre «oggi il nostro sistema è molto inefficiente; il costo sopportato dai consumatori per il raggiungimento degli obiettivi citati è superiore a quello necessario. Il livello eccessivamente elevato delle incentivazioni genera inoltre distorsioni e opacità nel settore». Nel 2010 il costo delle incentivazioni per le rinnovabili (fonti assimilate CIP6 escluse) supererà i 3 miliardi di euro: quasi il 10% del costo annuale del sistema elettrico nel suo complesso. Considerando che l'energia incentivata è dell'ordine dei 20 miliardi di kWh, l'incentivo medio risulta pari a circa il doppio del valore dell'energia prodotta: così paghiamo l'energia incentivata 3 volte quella convenzionale. Per questo Ortis ribadisce la necessità di «spostare una parte degli oneri per l'incentivazione delle rinnovabili dalla bolletta alla fiscalità generale». Qualora, invece, «si volessero mantenere in tariffa gli incentivi per le rinnovabili, potrebbe essere opportuno che le politiche energetiche-ambientali-industriali, proprie di Governo e Parlamento, si limitassero a fissare gli obiettivi quantitativi e temporali per ciascuna fonte, lasciando poi che sia l'Autorità (già impegnata in materia di tariffe) a stabilire le modalità per farli rispettare al minimo costo, in modo efficiente».
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