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PROMESSE DA REGIONALI PDF Stampa E-mail
03 Maggio 2010

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Le elezioni regionali sono ormai passate, ma i prossimi cinque anni di governo regionale hanno ancora da venire. Abbiamo spulciato i programmi dei neopresidenti per vedere quali sono le promesse per i settori trasporto, logistica e infrastrutture. Ecco di seguito un riepilogo di quelle che ci sembrano le situazioni più rilevanti nelle regioni strategiche. Molte opere infrastrutturali e scelte di sistema tendono a sovrapporsi, specie per quanto attiene l’area del nord ovest. Molte decisioni si collocano sul tracciato dei cosiddetti corridoi multimodali fissati dall’Unione europee e su quelle direttrici che teoricamente potrebbero beneficiare di finanziamenti comunitari. Benché con qualche variazione di misura (specialmente per i casi di governatori in cerca di rielezione e per quelli già vincenti in partenza), tutti i programmi elettorali prevedono opere importanti e necessarie. Ma tutti si tengono anche alla larga da quello che dovrebbe essere il primo argomento della discussione: dove trovare i soldi per realizzare tutto questo?

A cura di Marco Mura

Piemonte
Il programma del governatore leghista Roberto Cota prevede che entro i primi 60 giorni dall’insediamento sia redatto il crono-programma delle opere infrastrutturali di interesse regionale e provinciale. La volontà è quella di attuare nel più breve tempo possibile il quadro programmatico approvato dal Cipe, che prevede l’asse AV/AC Milano-Genova, la galleria di sicurezza del tunnel del Frejus, le piattaforme logistiche in Piemonte e l’adeguamento del sistema metropolitano di Torino. Per quanto riguarda la viabilità regionale si parla del completamento della pedemontana piemontese e, per la città capoluogo, si vede prioritario l’asse di corso Marche e la tangenziale Est, assieme al completamento della linea 1 della metropolitana e la realizzazione della linea 2.
Nel suo programma di governo, Cota, ribadisce la necessità di «garantire la certezza di risorse e di tempi e di esecuzione» per: il Corridoio 5, quello che prevede l’Alta velocità Lione-Torino, la cui realizzazione «sarà accompagnata da un piano di compensazioni per la comunità locale»: sgravi fiscali per le imprese, detassazione per i cittadini, sostegno alle amministrazioni locali per interventi di viabilità e edilizi;
Corridoio Genova-Rotterdam, al cui interno si inserisce il Terzo Valico Milano-Genova; un Piano regionale della logistica, con l’avvio del Polo Alessandrino come area retroportuale ligure e il rafforzamento e lo sviluppo del C.I.M. di Novara e l’ampliamento, attraverso nuovi accordi con privati, per il SITO di Orbassano; interconnessione della ferrovia Torino-Ceres con il passante a Rebaudengo, l’attivazione delle fermate Zappata e Dora, il collegamento delle stazioni Dora-GTT e Dora-FS; la realizzazione del raccordo autostradale Strevi-Predosa e quella dei tratti della pedemontana Biella-Santhià e Biella-A26 Rolino di Masserano-Ghemme.
Sistema ferroviario locale: per sopperire a quelle che vengono definite le «evidenti carenze nel servizio di trasporto pubblico regionale» è fondamentale verificare l’efficacia della liberalizzazione del servizio e le condizioni di offerta dei nuovi operatori privati.
Per quanto riguarda il trasporto aereo la volontà è quella di intensificare l’ingresso delle compagnie low cost sugli aeroporti di Torino e Cuneo, oltre che accelerare il collegamento in treno tra l’aeroporto e la stazione di Dora, puntando a evitare il tragitto in autobus tra le stazioni di Porta Susa e Porta Nuova.
Infine, la volontà che Torino torni a essere “capitale dell’auto” con un nuovo salone «basato sull’hightech, sul design e sui motori a basso impatto ambientale, allargato anche alla ricerca e alla sperimentazione».

Liguria
Dovendo essere sinceri, il programma del confermato governatore Claudio Burlando è deludente rispetto a quello presentato dall’antagonista sconfitto. Il che non sorprende, vista la presenza in coalizione anche di Sinistra ecologia libertà e dei Verdi. I temi di nostro interesse sono trattati sinteticamente, senza soluzione di continuità rispetto al riepilogo del lavoro svolto durante il precedente mandato.
Capita così che, parlando di trasporto ferroviario se anche si ammette il permanere di «inefficienze spesso clamorose» le «responsabilità - si precisa - vanno ascritte a Trenitalia e al governo, che ne è l’unico azionista». Il che, onestamente, suona letto così, uno scaricabarile un po’ troppo sfrontato. Per il miglioramento del trasporto merci su ferro, il Governatore dichiara di guardare con «particolare interesse all’esperienza dall’Emilia Romagna». (Regione in cui a partire dalla Legge Regionale n. 30 del 1998 con cui si è dato avvio all’attuazione delle deleghe previste dal Decreto Legislativo n. 422 del 1997 in materia di ferrovie di interesse regionale, poi perfezionatesi negli anni successivi con il trasferimento dallo Stato alla Regione di oltre 350 km di linee ferroviarie - e di tutti i treni utilizzati per erogare i servizi sulle stesse linee - e con l’attribuzione alla Regione Emilia-Romagna dei servizi ferroviari di propria competenza. L’intervento sul trasporto ferroviario su merci a cui si fa riferimento è la Legge Regionale n. 15 del 2009).
Risalto al ruolo dei porti, naturalmente, per i quali l’«obiettivo irrinunciabile» è l’autonomia, da raggiungere tramite una riforma nazionale della gestione portuale che attui davvero l’autonomia finanziaria. Si legge poi di un ruolo primario della Regione nella sicurezza dei lavoratori portuali e l’organizzazione della logistica, anche tramite la collaborazione con Piemonte e Lombardia.
Alla voce “infrastrutture” leggiamo quello che è definito, senza altro commento, «un elenco eloquente»: Terzo Valico; Nodo ferroviario di Genova; il raddoppio della Genova-Ventimiglia, la Pontremolese, e poi le varianti dell’Aurelia a Savona, La Spezia, Noli e Andora; la Gronda, genovese; la strada a mare di Cornigliano; il Tunnel per la Val Fontanabuona.

Lombardia
Anche il programma di Roberto Formigoni, per la quarta volta alla guida della Regione, è in parte un riepilogo di quanto realizzato negli anni di governo trascorsi. Ma in dieci pagine fitte non mancano le idee, a partire da quella di definire di «modalità innovative per il reperimento di risorse pubbliche e private per finanziare le grandi opere infrastrutturali».
Partendo dal presupposto che, pur superando i 70mila km (di cui 11mila provinciali e 58mila comunali), la rete stradale lombarda è insufficiente rispetto alla crescente richiesta di mobilità della più attiva regione italiana, si prevede: il completamento della Bre.Be:Mi., della Tangenziale Esterna di Milano e della pedemontana; completamento delle autostrade Broni-Mortara, Cremona-Mantova e potenziamento del’A9; diverse varianti per potenziare l’accessibilità dell’aeroporto di Malpensa; ultimazione della variante alla Cassanese e la variante alla strada provinciale 14 (Rivoltana) per l’accesso al terminal intermodale di Segrate; completamento delle gallerie della Valsolda tra Porlezza e la Svizzera; realizzazione del nuovo collegamento Lecco-Bergamo; completamento dei sistemi tangenziali di Vigevano, Mortara e Voghera.
Lungo anche l’elenco degli interventi riguardanti il trasporto su ferro. Tra i progetti: completamento passante ferroviario milanese e del quadrante sud (Lodi, Cremona-Mantova, Pavia, Mortara); completamento Treviglio-Brescia e linea AV/AC Milano-Verona; collegamento per Malpensa da Milano Centrale e da Milano Fiera-Expo; completamento metro bus di Brescia; avvio dei lavori per la realizzazione del secondo ramo della Tramvia delle Valli.
Per quanto riguarda la metropolitana milanese, previsto il prolungamento della linea M1 da Sesto San Giovanni a Monza, della linea M2 da Cologno a Vimercate e della linea M3 da San donato a Paullo. Prevista anche la realizzazione di due nuove linee, la M4 e la M5, oltre alla metrotramvia Milano Parco Nord-Desio-Seregno.
Quello del TPL è un settore importantissimo, in una regione in cui oltre un miliardo di persone all’anno viaggiano su 11.500 veicoli percorrendo 480 milioni di chilometri l’anno. Tra i provvedimenti pensati per migliorare la vita dei pendolari si prevede l’attivazione di ulteriori corse ferroviarie per aumentare di 3,5 milioni i km annui percorsi; il ripensamento dei modelli di dilettazione, con l’obiettivo di raggiungere una reale integrazione tariffaria; il potenziamento dei nodi dell’interscambio per favorire l’intermodalità. L’intenzione, inoltre, è anche di ricercare l’efficienza e la qualità dei servizi favorendo «nuove partnership pubblico privato».
Sul fronte aeroportuale la volontà è quella di rilanciare il ruolo strategico internazionale di Malpensa (anche realizzando un nuovo piano d’area, così come per Montichiari), senza però sminuire l’importanza dello scalo di Orio al Serio di cui si intende far partire la ferroviarizzazione. Di gran senso l’idea di promuovere l’informatizzazione delle agenzie di dogana per l’ottimizzazione delle tempistiche e la formulazione dei controlli.
Per quanto riguarda l’intermodalità si punta a un aumento della capacità di interscambio di un ulteriore 20%, anche proseguendo con il potenziamento dello scalo merci di Brescia e la conclusione dei lavori di collegamento viario al terminal di Segrate di cui si vuole aumentare la capacità operativa. Impegno anche per concludere i lavori del terminal intermodale di Montello.

Veneto
Luca Zaia si presentava ai suoi elettori con un programma molto discorsivo (il più generico e più interessato ad altre tematiche, per dirla tutta). La sezione che è - o almeno dovrebbe essere - dedicata al tema delle infrastrutture è intitolata «Prima l’ambiente». E di fatti l’incipit precisa subito come la realizzazione di grandi opere vada collocata in un «quadro di compatibilità che esige la salvaguardia delle risorse improducibili come acqua, aria e terra senza rinunciare al progresso e al benessere acquisiti».
Lascia qualche perplessità la dichiarazione di intenti secondo cui «vanno ridotti i consumi di energia e di risorse naturali per puntare all’autosufficienza energetica domestica». Sensazione che si fa più grave a leggere una frase che recita testualmente «va ridotta la circolazione di merci e di persone», anche se - si precisa nella frase - in misura proporzionale al complementare potenziamento della rete informatica e allo sviluppo di «un’autostrada telematica con la copertura su tutta la regione del sistema Adsl e di altri ausiliari sistemi di comunicazione».
Qualcosa di più preciso si può leggere nel “Piano programmatico 2010-2015 per il governo della Regione Veneto” firmato dal partito di cui il Governatore è espressione. Quadrante Europa Verona (flussi di traffico padani, direzione Baviera, direzione Modena e Porti del Tirreno); Cis di monte bello; interporti di Padova (traffico sull’asse Ravenna-Bologna-Venezia-Chioggia) e Treviso (flusso su Austria-Slovenia-Trieste).
 Sorprendentemente, la lista delle grandi opere è imponente. Tra queste: il grande sistema portuale dell’Alto Adriatico destinato a intercettare parte del traffico mercantile in uscita da Suez verso l’Europa centrale e orientale; la pedemontana veneta; collegamenti tra la viabilità di Treviso, Vicenza, Padova e la pedemontana stessa; completamento dell’autostrada Valdastico Sud e la sua prosecuzione verso Nord; sistema delle tangenziali Brescia-Padova; la ferroviarizzazione degli aeroporti di Verona e di Venezia, un grande interporto e centro di intermodalità del trasporto merci di Treviso; l’asse ferroviario Verona-Vicenza-Treviso-Udine-Vienna; il collegamento ferroviario Padova-Chioggia.

Lazio
Il programma della governatrice Renata Polverini si contraddistingue fin da subito per la particolare attenzione riservata al trasporto su ferro. Si promettono: il quadruplicamento della FR1 (Ferrovia Regionale) tra Trastevere e l’aeroporto di Fiumicino; il raddoppio della FR3 da Cesano a Bracciano e quello della FR8 da Campoleone ad Aprilia; il potenziamento della FR4 Frascati, Albano e Velletri. Volontà anche di aumentare la frequenza su due tratte importanti - Colleferro-Roma e Latina-Roma - portando il cadenzamento, in entrambi i casi, a un treno ogni 15 minuti.
Si legge di un massiccio intervento di innovazione tecnologica che interesserà gli oltre 1.100km delle linee ferroviarie regionali, la rete tramviaria, le metropolitane e le ferrovie concesse.
Ci si impegna perché, entro il 1015, si realizzi la chiusura a Nord dell’anello Ferroviario, con la realizzazione di 5 nuove fermate. Fatto che permetterebbe la possibilità di liberare alcune tracce sull’arco sud-est dell’anello che potrebbero così essere sfruttate per prolungare le linee FR1 e FR3.
«Particolare attenzione sarà dedicata alla revisione dei rapporti con le Ferrovie dello Stato», con le quali è necessario tornare sul contratto di servizio, così come si manifesta la volontà di ricontrattare l’Accordo quadro tra RFI e la Regione. Dal forte slancio federalista l’intento di «garantire che gli introiti dei servizi ferroviari della Regione Lazio siano totalmente reinvestiti nella Regione Lazio».
Per quanto riguarda il TPL, previsto il ripristino «in tempi brevi» dell’integrazione tariffaria. Prevista anche l’aumento della flessibilità dei costi, con tariffe differenti tra pendolari e passeggeri occasionali, differenziate per fasce orarie e sulla base della residenza o meno nella Regione.
È previsto un Piano delle merci e della logistica che sia «concreto e funzionale» e si garantisce l’impegno della Regione a: organizzare e implementare il trasporto merci su ferro, anche nell’ultimo miglio urbano; definire le strutture interporto e le piattaforme logistiche a nord e a sud di Roma per il deposito e la distribuzione; adottare un piano dell’utilizzazione della rete viaria e un piano degli orari secondo le necessità produttive e distributive dei diversi territori regionali; individuare due snodi logistici a nord e a sud di Roma con tutte le funzioni di raccordo della logistica e delle piattaforme.
Venendo al patrimonio viario si parla di: riprendere in mano il progetto del corridoio tirrenico meridionale che vada dall’autostrada Roma Fiumicino a Formia, risolvendo le difficoltà del tracciato tra Spinaceto-Tor de Cenci e l’innesto con l’autostrada per Civitavecchia; Corridoio tirrenico settentrionale Roma-Grosseto; Completamento Orte-Civitavecchia; Realizzazione Cisterna-Valmontone; Completamento Cassia-bis; Raddoppio della Salaria; Completamento della superstrada Ferentino-Sora.
Sul fronte aeroportuale, brutte notizie per Ryanair e i suoi passeggeri: è previsto lo «spostamento» dell’aeroporto di Ciampino e una sua successiva trasformazione nel più grande campo da bocce del mondo, verrebbe da pensare a leggere di una «sua diversa utilizzazione compatibile con la situazione territoriale e urbanistica». Il tutto a favore dello scalo di Viterbo, per il quale si prevede un corredo infrastrutturale di servizio, un doppio collegamento ferroviario verso Roma e verso Orte, quest’ultima configurandosi come porta verso l’Umbria, la Toscana e il centro Italia in genere.
Il collegamento per Roma è prevista la realizzazione di un by pass tra la ferrovia FR3 e la ferrovia Roma-Viterbo ex concessa, che arriva fino a Piazzale Flaminio. Questo al fine di evitare interferenze e conflitti ferroviari nella tratta metropolitana Bracciano-Roma della FR3.
Interesse anche per i porti, con il rafforzamento dei collegamenti ferroviari di quello di Civitavecchia (che nel 2008 ha visto passare ben 1,8 milioni di croceristi, collocandosi ai vertici del Mediterraneo assieme a Barcellona per quanto riguarda il turismo crocieristico). Il porto di Gaeta, con i suoi 400 m di accosti, 40mila mq, 220 prese frigo e piattaforma intermodale con magazzino di 1.300 mq è vista come un’infrastruttura chiave anche per il rilancio del settore agricolo regionale.

Campania
Quello di Stefano Caldoro è un programma diretto e realistico: «occorre una nuova politica, che si concentri su pochi grandi progetti di interesse strategico» da concordare con le province.
Prevista la realizzazione della portualità commerciale del retro porto napoletano; la razionalizzazione delle funzioni del porto di Salerno; la realizzazione del porto-isola sull’area adiacente a Eboli, con retro porto e collegamenti infrastrutturali. Per quanto riguarda la parte turistica si parla chiaramente di «creazione di un sistema unitario a gestione privata».
Per il trasporto su ferro, chiarito lo scontento riguardo il progetto dell’Holding EAV, si parla della ricerca di «un’iterazione e sintesi anche organizzativa e societaria tra la SRI e METRONAPOLI». Parola d’ordine, il completamento della metropolitana di Napoli e della rete metropolitana regionale (con raddoppio Circumflegrea e progetti per le stazioni della metro regionale di Pozzuoli e Baia). Riqualificazione della zona F. Grotta e Bagnoli con l’interramento dei binari della cumana e collegamento del nuovo sito di Bagnoli (Coroglio); realizzazione del sistema ferroviario metropolitano della provincia di Caserta con il completamento della ALIFANA e il ripristino totale del tracciato da Santa Maria Capua Vetere verso Napoli (con arrivo al centro direzionale della città) e l’integrazione delle infrastrutture ferroviarie della conurbazione casertana; completamento delle 6 stazioni della Circumvesuviana dell’area torrese-stabiese, con raddoppio della tratta Torre Annunziata-Pioppaino-Castellammare; collegamento ferroviario tra Napoli e l’aeroporto di Grazzanise; realizzazione linea ad alta capacità Napoli-Bari (funzionale al corridoio 8 Bari-Verna della rete TEN); potenziamento della linea Salerno-Battipaglia-Napoli.
La Campania è la penultima regione italiana per efficienza è produttività del trasporto su gomma. La ricetta del neogovernatore è recuperare la centralità delle province, anche tramite la costituzione di società di capitali pubblico/privato. È percepito come prioritario il recupero dell’accessibilità delle zone interne di Irpinia, Sanno e Casertano.
Sul fronte del versante aereo prevista l’infrastrutturazione dell’aeroporto Grazzanise (nuovo terminal passeggeri, parcheggi e collegamenti ferroviari), un’opera su cui si ritorno spessissimo nel programma, ritenuta fondamentale per catturare il flusso turistico internazionale e intercontinentale a cui essa si vede funzionale; l’allungamento della pista dell’aeroporto di Pontecagnano e il suo inserimento nei circuiti commerciali e turistici nazionali ed europei; il potenziamento di quello di Capua per accogliere l’aviazione generale e le scuole di volo. Fermata della metropolitana, infine per l’aeroporto internazionale di Napoli
Nel programma è espressa forte l’intenzione di rendere il porto di Napoli “la porta del Mediterraneo”. A tal fine sarà necessario un adeguamento dei fondali. Essendo fondamentale il ruolo degli interporti di Maddaloni-Marcianise e Nola, oltre che di quello in realizzazione a Battipaglia, collocati sugli assi della TEN corridoio 1 (Palermo-Berlino) e corridoio 8 (Napoli-Bari-Varna). Prevista anche la riqualificazione dei numerosi porti turistici della costa, da Capri a Monte di Procida, passando per Casal Velino, Castelvolturno e Pozzuoli.

Calabria
Essenziale il programma del nuovo governatore Giuseppe Scopelliti, per il quale è prioritario sopperire il prima possibile alle gravi carenze delle infrastrutture e del sistema trasporti che mai è riuscito a configurarsi come un fattore di sviluppo, partendo dall’assunto che la collocazione geografica della regione venga sfruttata per trasformare il trasporto da problema a risorsa. Nello specifico si tratta poi più di linee guida generali che mirano allo sviluppo dell’intermodalità, della ricerca e della formazione e dell’integrazione tariffaria per quanto riguarda il TPL.
Al centro di tutto c’è, come naturale, la volontà di «riaffermare la posizione centrale del porto di Gioia Tauro» favorendone un’adeguata integrazione con il territorio. A tal fine si punterà a sviluppare la vocazione di porto di transhipment, creazione di trasporti intermodali in prospettiva della realizzazione dell’alta velocità/alta capacità, l’istituzione di un distretto logistico-industriale in modo particolare favorendo gli insediamenti produttivi delle grandi industrie.
Confidando nella possibilità di un’azione sinergica con il Governo nazionale, si vorrebbe l’estensione della rete di alta velocità fino all’estremità della regione e la realizzazione del ponte sullo Stretto. Da mettere in cantiere anche i lavori di ammodernamento dell’A3 e la messa in sicurezza della Statale Jonica.

Benché con qualche variazione di misura (specialmente per i casi di governatori in cerca di rielezione e per quelli già vincenti in partenza), tutti i programmi elettorali prevedono opere importanti e necessarie. Ma tutti si tengono anche alla larga da quello che dovrebbe essere il primo argomento della discussione: dove trovare i soldi per realizzare tutto questo?

 

 
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